Da una lettura del testo Kokutai no Hongi.

Si tratta di uno scritto molto interessante che può aiutare a comprendere molte cose del Giappone nei suoi tre stati temporali:

Passato, Presente, Futuro.



Il testo, inoltre, costituisce un esempio di una coscienza nazionale integrata dalle origini al presente, una coscienza che sarebbe adeguato che tutte le nazioni “vere” dichiarassero e sostenessero.
Il Kokutai no Hongi è scritto con questi ideogrammi: 国体の本義. Esaminiamoli:
- 國 (koku) sta per "paese; nazione; provincia; territorio";
- 體 (tai) sta per "corpo; sostanza; oggetto; struttura; forma; stile”;
- の (no) è una particella che significa “di”;
- 本 (hon) sta per “origine, radice, fondamento”;
- 義 (gi) sta per “giustizia, rettitudine, correttezza morale”.
Di conseguenza il significato può essere inteso così: “L’Origine Corretta della Forma della Nazione”.
Questo libro fu edito dal governo giapponese nel 1937 e distribuito a tutti i cittadini, dando priorità perché fosse un insegnamento ben assorbito da tutti. Fu composto da un gruppo scelto di studiosi di storia, filosofia, religione del paese ed esperti dello Shintō e delle versioni nazionali del Confucianesimo e Buddismo,.
Riassume nelle sue pagine idee e correnti di pensiero che hanno attraversato questa nazione e ne esprimono bene la “sensazione” nazionale che, nonostante le imposizioni del comitato di occupazione, il famigerato SCAP, ancora sono condivisi, consciamente o no, dal popolo giapponese.
Riservandomi ulteriori studi e commenti, vorrei qui evidenziare tre punti notevoli che mi hanno colpito in questa “prima lettura”:
Questa prima citazione viene dal paragrafo “L’Armonia e la Sincerità”:
“...infatti l’Armonia del nostro paese non è inattiva ma, essendo concreta e viva, appare in conformità con lo sviluppo delle cose.
Questa armonia si manifesta con chiarezza anche all’interno dello spirito marziale della nostra nazione. Il nostro Paese, infatti, possiede uno spirito guerriero, come si evince dalla presenza all’interno dei santuari di padiglioni dedicati alla venerazione degli spiriti bellici. Questo spirito guerriero emerge anche quando, al momento dell’emissione del comando divino di riassestare e consolidare la terra, venne prima di tutto donata la Lancia Celeste (nota: la lancia Amenonuhoko); o anche dal fatto che la discesa di Ninigi no Mikoto sulla Terra venne realizzata pacificamente da una divinità marziale o quando durante l’augusta spedizione orientale condotta da Jinmu Tennō si fece utilizzo dello spirito marziale….”
[Esaminiamo:
- il documento riconosce lo “spirito marziale” come componente dell’armonia nazionale – è un peccato che questa traduzione non riporti gli ideogrammi originari, ma…
- riporta un fatto non ben conosciuto da molti occidentali pur interessati al Giappone e alle Arti Marziali: le divinità-Kami dello Shintō presentano diversi aspetti, tra cui un lato “benevolo” e un lato “distruttore” (le due qualifiche non hanno proprio il significato che può sembrare dalle parole nella nostra lingua, sono più articolate, sfumate e condivise) o “bellico-marziale” in genere “contenuti” (anche questa parola è parzialmente inadeguata) in santuari staccati ma presenti nella stessa area. Il santuario principale ospita l’aspetto benevolo, un edificio più piccolo l’altro. La gente si reca normalmente al primo santuario ma i Bushi e i Bugeisha da sempre vanno anche al secondo per “placare” lo spirito distruttore del Dio e ottenerne l’appoggio nella loro azione;
- poi viene accennata l’opera di pacificazione fatta dagli Dei celesti di Katori e Kashima sugli Dei terrestri turbolenti e ostili che popolavano il paese, permettendo la discesa di Ninigi perché gli uomini popolassero la Terra;
- infine la conquista dell’imperatore-guerriero Jinmu Tennō del paese, simbolicamente “senza versare il sangue di uomini” (è un punto un po’ controverso)]
Continuiamo con questa citazione:
“...Tuttavia, questo spirito marziale non è fine a sé stesso, ma è uno spirito cosiddetto divino e potente il cui obiettivo è quello di salvaguardare l’armonia senza uccidere, ma preservano la vita delle persone. Questo spirito prova a dar vita a tutte le cose, non le distrugge...”
[Esaminiamo:
- Lo “spirito marziale”, il “BU” [武], non è una semplice indicazione dell’aspetto marziale. E’ una energia-principio cosmico eterna che origina e “causa” le Cose;
- è il principio primo vitale, che avvia la generazione, ha causato la scissione del “Vuoto” in Yang e Yin e continua a dividere e riunire in varie proporzioni queste due polarità nelle diecimila cose e avviando le “mutazioni”;
- il suo scopo non è la guerra ma può usarla e, in ogni caso, il conflitto viene avviato per preservare e proteggere, non per distruggere;]
Terminiamo la prima citazione:
“...Dal momento che vi è alla base l’armonia, i conflitti generano lo sviluppo e attraverso le loro lotte le cose prendono vita. E qui che risiede lo spirito marziale del nostro Paese. La guerra, in questo senso, non è finalizzata alla distruzione, alla sopraffazione o alla sottomissione degli altri ma, essendo un’opera di creazione conforme alla Via, è finalizzata al raggiungimento della pace e dell’armonia...”
[Esaminiamo:
- questo brano conferma la definizione che il “Bu” suscita un “conflitto” (che non è necessariamente uno scontro o una guerra, ma può anche esserla) per generare e armonizzare. Il documento attribuisce al Giappone il possesso di questo spirito.
Queste note scritte nel XX secolo sono un preciso richiamo a quanto scritto da maestri del Bujutsu e da filosofi del Bugei (Iizasa, Bokuden, Kamiizumi, Yagyū, Ittōsai, Takeda, Musashi, Katayama, Yamaga, Ogyū, Suzuki, Yamaoka, Nakayama, Takano, Kanō, Mochizuki, per esempio) nei secoli precedenti e conseguenti, che, a loro volta, richiamavano a sé idee e valori ancestrali.]
L’armonia, a cui il “Bu” dà contributo, realizza il “Musubi”, la creazione la crescita delle cose.

Seconda citazione, dal paragrafo “La politica, l’economia e gli affari militari”:
“...in questo modo l’economia si conformerà ad una morale che non bada alle attività volte al profitto materiale, ma ad attività che si basano sulla Via e che saranno in grado di elevare l’essenza del kokutai nell’economia….”
[Ricordo che il “Kokutai” è l’”essenza-stato” della nazione]
“...La manifestazione del nostro kokutai è esattamente la stessa anche per quanto riguarda gli affari militari. Nel nostro Paese, sin dai tempi antichi, gli augusti spiriti delle divinità si suddividono in spiriti armoniosi e spiriti feroci. Quando vi è cooperazione tra questi, ogni cosa è al proprio posto, si genera e si sviluppa…”
[Riprende la dualità (che si armonizza) degli aspetti dei Kami e la necessità della contemporanea presenza ed azione dei due aspetti perché ci sia crescita e mutazione]
“...Così gli spiriti feroci, senza separarsi dagli spiriti armoniosi, lavorano come se fossero una sola cosa...dando vita alla Via del nobile guerriero, che prende il nome di Jinmu.
“...Meiji Tennō disse: ‘Il kokutai rende onore allo spirito marziale che proviene dai nostri Antentati’….”
[Anche se non tutti i passaggi sono chiari, la conoscenza che si ricava anche da questa fonte dà nuove visioni e definizioni delle Discipline Marziali e di tutta la filosofia operativa che sta attorno a “BU”. Noi, istruttori completi di Discipline Marziali, dovremmo uscire da una specie di infanzia concettuale, crescere sotto la maggiore completezza della conoscenza, usare i principi acquisiti per rivedere con nuova luce tutta la nostra “marzialità” occidentale]


Terza citazione, dalle “Conclusioni”:
“...Lo spirito del progresso, eseguendo la volontà espressa nel Giuramento dei Cinque Articoli, ha posto fine alle malvagie abitudini dei tempi antichi per ricercare la conoscenza in tutto il mondo apportando rapidi progressi nel campo dell’istruzione con risultati estremamente importanti...”
[Questo passaggio riporta alla memoria delle tesi di Jigorō Kanō sensei dove, partendo dalla conoscenza dello spirito nazionale (il Kokutai) il Kōdōkan doveva fare ricerche in tutto il Mondo per trovare e assorbire le tecniche delle loro Arti Marziali, compito che toccava al Kobudō Kenkyukai ma, purtroppo, venne interrotto dalla guerra. In teoria il Kōdōkan ha ancora questo compito ma, piuttosto, è stata la scuola Yōseikan ad ereditarlo]
Ab Undis Ad Astra

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