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Tredici Regole d’Oro dello Studio e Pratica delle Arti Marziali (BUGEI) (estratte dal “Jō no Hinkaku”) 1) Poiché la tecnica (Waza) aiuta gli altri, questo è il cammino di un guerriero 2) Il potere della voce (Kiai) può evocare gli Dei. Coltiva una voce potente che sconfigga il tuo nemico. 3) Tieni presente che l’avversario è come una spada che ti taglierà se ti tocca, ma non bisogna mai aver paura delle spade. 4) Usa la tua tecnica nel modo più efficiente e distruttivo o sarai sconfitto. Conosci i tuoi strumenti e usali bene. Conosci le persone e usale bene! 5) Considera il tuo corpo e le armi che usi: usale al meglio tenendo presente la loro natura. 6) Che il modo di colpire (usare ogni tecnica, Atemi/Nage/Kansetsu/Shime - Armi) sia sempre meccanicamente efficiente. 7) Prima di utilizzare le tecniche sbilanciare la postura dell’avversario (Tsukeru - Kuzushi). 8 ) Pratica ripetutamente le tecniche consolidate. Imitale esattamente come ti mostra il tuo insegnante. Mira a raggiungere una...
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  I Kata, lo Studio e le procedure didattiche di studio (Sei Livelli, Shu-Ha-Ri [守破離], le Tre Calligrafie [真行草], i due Kata [型e 形]) Le Arti Marziali orientali hanno un importantissimo sistema didattico di trasmissione della conoscenza: le Forme (in giapponese Kata). Si tratta di dei soggetti didattici che possono essere equiparati a libri di testo, saggi, manuali e anche ad opere di letteratura. Quelli “composti” da maestri che avevano ricevuto lo stigma dell’ “illuminazione” e quelli “elaborati” da una scuola corretta nello scorrere del tempo e delle esperienze, sono delle vere e proprie opere d’arte che sintetizzano, oltre la tecnica, importanti testimonianze sociali, filosofiche, religiose, umane. Questi testi composti da movimento nel loro processo di studio sono “spiegati” da precise figure didattiche, i maestri e gli istruttori, più i compagni più anziani che, se padroni effettivi della conoscenza, guidano progressivamente l’allievo alla prima scoperta del materiale contenuto...
  NOTE SUGLI IDEOGRAMMI E LORO SIGNIFICATI Un avviso per partire: un occidentale medio si accontenta della traduzione di un testo originalmente in ideogrammi così come gli viene fornita o, al massimo, attribuisce all'ideogramma il primo significato che gli viene mostrato sui vocabolari. La traduzione degli ideogrammi sino-giapponesi in un linguaggio occidentale è una operazione che raramente ha risultati soddisfacenti. Gli autori spesso svicolano verso i significati standard più generalisti con il risultato di rendere il passaggio del testo tradotto superficiale, fraintendibile. Già più corretto è l’uso che da qualche tempo viene usato dagli autori (me compreso, quando possibile) di allegare l’ideogramma da cui viene la traduzione accanto alla parola o alla frase o metterlo nelle note con qualche parola in più di approfondimento. Un buon filologo della lingua che abbia compiuto un percorso di studi sui temi e l’ambiente culturale a cui si riferisce l’opera tradotta può fare sì una ...
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Riflessioni e Sogni di Tecnica e Pensiero Nella cultura giapponese ci sono più maniere di indicare gli “opposti complementari” che rientrano della teoria Yang/Yin. Troviamo i termini “Omote e Ura” (con sottocategorie, nelle Arti Marziali, come Mae e Gyaku, Irimi e Nagashi, etc.), “Tatemae e Honme”, Hyōri, Kitō e altre. Ogni coppia o doppia (Hyori, Kito) esprimerebbero delle sfumature o catalogazioni diverse. Ieri sera al Dōjō era in programma lo studio applicativo di alcuni Waza dei primi kata Happoken, i “tre sinottici” dello Yoseikan Budo e, a fine lezione, ragionavo con i miei istruttori-assistenti su letture possibili dei Tai Sabaki e conseguenti applicazioni della forza nelle tecniche stesse, uno studio che ricaderebbe nel 4°/5° livello di approfondimento del Kata, nella dinamica di studiare il Kata [型] per apprendere il Kata [形]. Bene, una “discussione” interessante da cui conseguono sperimentazioni di Waza. Come collocazione porrei questo materiale di studi nell’Honme. La notte...
  Lo studio ha una caratteristica costante... Almeno quello “vero” … Inizi, ma non finisce. Un argomento non arriva mai alla completezza, più ti ci addentri, più ti accorgi che hai bisogno di sapere altre cose, leggere altri testi, raggiungere altre fonti. Per cui non c’è mai una conclusione. Certo, puoi e devi dare una forma a quanto hai esaminato, imparato. Magari degli appunti o uno scritto, dal saggio breve al libro. Lo fai per te stesso, dare un ordine a quanto hai imparato, quella “forma” che costituisce la verifica di quanto conosci. Lo fai per te, lo fai per altri, perché possano soddisfare sete di sapere o più semplice curiosità e magari discutere per controllare i dati e/o offrire suggerimenti. Una cosa è certa, tutto è in rapporto a quanto hai potuto sapere, capire fin a quel momento. È sempre così, per me è una dichiarazione sottointesa ma assoluta, la premessa obbligatoria ad ogni ricerca "scientifica" (e no): “alla luce delle conoscenze attuali”, mie o dell’inte...
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  Riflessioni sulla Storia e Cultura del Giappone Il Principe Shōtoku: origine delle linee principali della Cultura giapponese? C'è un documento fondamentale nella storia e cultura del Giappone: la “Costituzione in Diciassette Articoli”, compilata dal principe e reggente imperiale Shōtoku nel 604. Quest’opera è veramente fondamentale e voglio spendere alcune righe e riflessioni. Il Principe Shotoku Presentazione del principe Shōtoku Il principe Umayado no Ōji (厩戸皇子) più conosciuto col nome di Shōtoku Taishi (聖徳太子) (574/621-622 dC) è una importantissima figura politica e intellettuale della storia giapponese. Era figlio dell’imperatore Yōmei (540/587) e nipote dell’imperatore Kinmei (509/571). Fu consigliere imperiale della zia imperatrice Suiko (554/628). Avrebbe potuto essere imperatore lui stesso ma preferì agire politicamente come reggente e, di fatto, gestore della nazione giapponese. Oltre che politico fu mecenate artistico e promotore della diffusione del Buddhismo in Giappon...