Principi (Ri) nello Studio e Vie di Indirizzo

Nella prima traduzione del Libro dei Cinque Anelli edita in italiano dalle Mediterranee (parliamo di circa quarant'anni fa), il curatore maestro Cesare Barioli aggiunse un elenco di precetti presi da un’altra opera di Musashi, il Dokkōdō. Nella sua traduzione mi colpì profondamente questa esortazione:
-Non spenderai se non per la Spada.
Ovviamente intesi subito che l’esortazione non voleva limitare il lettore solo alla “spada fisica” o alla sola pratica della scherma che, soprattutto allora per un lettore occidentale, poteva essere identificata nei suoi soli schemi fisici indirizzati alla vittoria nel combattimento.
Intesi infatti che l’esortazione era, ed è, quella di usare le proprie risorse nell’arricchimento della conoscenza e al miglioramento di se stessi. Poi seppi che la frase originale faceva rifermento a “Heihō”, parola che esprime un concetto molto vasto, dalla tecnica (che non è mai “pura e semplice”) alla comprensione del “Novero delle Cose” fino al Dō/Tao.
In seguito, ancora, incontrai l’istruzione Jitakyōei (Collaborazione per il miglioramento della Sfera Vitale) di Kanō sensei e, con questa, un indirizzo conseguente al miglioramento personale in un contesto di gruppo, società, ambiente.
Ovviamente, con il tempo, ho visto che la “collaborazione” è spesso una cosa che fai da solo…
E, ancora più ovvio, “spendendo solo per la Spada” trovai molto altro sapere e altro…altro!

Con questo principio in testa, sempre su Musashi (allora c’era solo questo), nel Gorin no Sho, uscì un’altra traduzione, quella di Tokitsu. Molto più soddisfacente, trovai un elenco in cui altre due istruzioni mi colpirono:
3 - interessarsi a tutte le altre arti
4 – conoscere la Via di tutte le professioni
(Miyamoto Musashi – Gorin no Sho - Libro della Terra)
Tempo prima, un’altra edizione (dell’Astrolabio, se ricordo bene) del Libro dei Cinque Anelli conteneva anche una copia (ridotta, mi pare) del “Libro delle Tradizioni Familiari sull’Arte della Spada” di Yagyū Munenori. Devo dire che l’opera mi colpì maggiormente del libro di Musashi, soprattutto quando uscì una migliore edizione per la Luni, da cui ricavai molto e molto, sperimentando felicemente sul campo alcune istruzioni, ne acquisii. Nel testo, nella parte dedicata al Satsujintō, trovai questo seguente paragrafo che mi diede (o, piuttosto, mi confermò) ulteriori indirizzi nella pratica.
…Il Grande Insegnamento è il cancello iniziale dello studioso. Generalmente, quando si arriva a casa si entra dalla porta d’ingresso. La porta d’ingresso è il segno che ti stai avvicinando alla casa. Dopo aver attraversato la porta d’ingresso entri in casa e incontri il padrone di casa. L’Insegnamento è la porta d’ingresso che avvicina la Via. Oltrepassando questa porta si arriva alla Via. Ma l’Insegnamento è la porta, non la casa. Non guardare la porta d’ingresso pensando: “Questa è la casa”. La casa è all’interno ed è raggiungibile solo dopo aver attraversato la porta d’ingresso…
…Nel Grande Insegnamento si dice: “Estendi la tua conoscenza a tutte le cose”…
(Yagyū Munenori – Heihō Kaden-sho)
Oggi la mia conoscenza è di base sempre quella: “so di non sapere” perché è incontrovertibile; più conosci, più cose ti accorgi che dovresti conoscere. Ma, indubbiamente, adesso molti altri punti si aggiungerebbero o dettaglierebbero quanto ho riportato sopra.
Ma, altrettanto indubbiamente, i punti d’indirizzo sono quelli.

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