Gli Ideogrammi-Matrice

RI > Principio
Come ho già scritto gli ideogrammi rappresentano ognuno una somma di concetti e non un semplice, singolo, significato. Alcuni di questi, come Bu o Dō hanno proprio un valore che possiamo definire “seme” o “matrice” e che i disegni schematizzati nell’ideogramma stesso alludono ma non rappresentano direttamente.
Un altro di questi è “RI” [理]
I significati più usati corrispondenti sono: ordine naturale, logica, ragione, disposizione, giustizia, verità, principi sottostanti o modo naturale delle cose.
In giapponese viene pronunciato “Ri” (lettura on-yomi sino-giapponese) o "kotowari” (kun-yomi giapponese nativo).
La prima parte dell’ideogramma [王 – cinese: wang, giapponese Ō] indica un re, un sovrano, un monarca, un governante, un magnate, un campione. I quattro tratti rappresentano dall’alto verso il basso: il Cielo (il Divino, la Natura, il Dao); la Terra (il Mondo in cui viviamo); e il tratto verticale l’uomo. Nel pensiero sino giapponese questa figura indica un uomo in grado di stabilire attraverso l’azione corretta e l’incarico divino, da ponte tra Cielo e Terra e far si che le cose seguano l’andamento naturale arricchendole con la sua etica e moralità innata.
La seconda parte, [里] indica un villaggio, il paese in cui vivono i propri genitori.
La parte alta, [田] rappresenta un campo di riso, la parte bassa rappresenta ancora la Terra [土]
Secondo diversi studiosi il termine “Ri” in origine designava le venature naturali della giada.
E qui va fatto un esempio. In Occidente l’artigiano piega la materia per realizzare la sua volontà creativa, in Oriente l’artigiano la interpreta, cerca la “forma originaria nascosta” creata dagli Dei, dal Dao.
Tenendo presente questo punto, continuiamo l’esposizione dello studio.
Nelle scuole di pensiero sino-giapponesi il “Ri” o “Principio” è un punto fondamentale.
Intendono innanzitutto il “Principio Primo” generale o i “Principi Originari” delle singole categorie di cose. Per cui danno a “Ri” il significato di “Conformazione Naturale”, “principio intrinseco”, “principio strutturante”, “Ragione Naturale”, “principio”.
C’è un enorme dibattito sul “Ri- Principio” nelle varie scuole di Pensiero cinesi. Che non mi pare il caso di dettagliare qui. Cercando di riassumere al massimo posiamo dire che si tratta di un “commando/modello” che struttura la realtà e istruisce l’azione dell’Energia. Ha un rapporto parallelo o di definizione col Dao e come questo difficilmente può essere definito. Poi, un dettaglio, ci sono scuole che parlano di un unico Principio universale che poi si dettaglia nelle Diecimila Cose, altre parlano di più Principi secondo le varie cose. Comunque, alla fine, costituiscono dei modelli e dettano il modo di agire. Il problema è interpretare correttamente questi principi e seguirli in accordo con le Leggi dei Cinque Elementi.
Ora, questa cultura e modo di pensare sono quelli comuni a tutte le civiltà orientali, quelle che più sono state influenzate dalla civiltà cinese.
Quando un giapponese si riferisce ad un argomento che è “Principio”, ed usa l’ideogramma [理] fa appunto riferimento a questa idea del Principio Originario (o Principi Originari). Mi riferisco ai capi scuola di attività artistiche come pittura, teatro, architettura e arte dei giardini, poesia, oppure scuole di Bugei, sia Jutsu che indirizzate al Dō.
[Fermo restando che, in questo caso almeno fino alla creazione del Jūdō e delle altre discipline moderne (Gendai Budō) l’indirizzo “Dō” è convivente con quello Jutsu]
L’aspetto “Dō” è particolare ed istruttivo, perché caso più lampante n questo gruppo di ideogrammi (idee)-matrice.
Il maestro che crea un “Dō” con la sua disciplina non suggerisce una “via o percorso” verso la realizzazione di se stesso, del benessere sociale e del sostegno all’azione della Natura, ma propone un “modello” più “umano”, più raggiungibile, del Dao/Dō assoluto ed ineffabile, dando la possibilità all’adepto di percepire ed adattarsi attraverso il suo Sistema al supremo, originale Dao.
Simile è per il Ri-Principio. Quando leggiamo questo ideogramma nel testo di un maestro dobbiamo renderci conto che è un riferimento a quest’altra idea-matrice e, attenzione, solo conoscendo a quale particolare pensatore sino-giapponese, a quale opera letteraria fa riferimento, possiamo comprendere pienamente I suoi pensieri e interpretare correttamente il modo di seguire ed applicare il suo insegnamento.

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