NOTE SUGLI IDEOGRAMMI E LORO SIGNIFICATI

Un avviso per partire: un occidentale medio si accontenta della traduzione di un testo originalmente in ideogrammi così come gli viene fornita o, al massimo, attribuisce all'ideogramma il primo significato che gli viene mostrato sui vocabolari.

La traduzione degli ideogrammi sino-giapponesi in un linguaggio occidentale è una operazione che raramente ha risultati soddisfacenti. Gli autori spesso svicolano verso i significati standard più generalisti con il risultato di rendere il passaggio del testo tradotto superficiale, fraintendibile. Già più corretto è l’uso che da qualche tempo viene usato dagli autori (me compreso, quando possibile) di allegare l’ideogramma da cui viene la traduzione accanto alla parola o alla frase o metterlo nelle note con qualche parola in più di approfondimento. Un buon filologo della lingua che abbia compiuto un percorso di studi sui temi e l’ambiente culturale a cui si riferisce l’opera tradotta può fare sì una scelta più accurata dei vocaboli da usare ma conviene sempre accludere l’ideogramma (o ideogrammi) originario e fornire di note esplicative e d’approfondimento.
Detto questo, per cercare di dare al mio lettore alcuni esempi su due ideogrammi che si trovano spesso e far vedere la loro complessità:
- Shin [心 letto anche Kokoro - cinese Xin] rappresenta lo Spirito/Anima, il Mentale, il Cuore sede del pensiero, il Cuore emozionale e la sua Loggia Energetica, il luogo dove si genera l’idea primaria che poi si muove attraverso gli altri organi energetici verso la realizzazione. L’omofono ideogramma [神 – shin/kami – cinese Shen] ha significati paralleli e in più allude all’aspetto divino dell’uomo, al Mandato Celeste che gli è stato conferito e alla energia primaria “dotata” dal Cielo ad ogni singolo individuo;
- Ki [気 – Qi in cinese] può significare energia respiratoria, energia vitale, qualcosa simile alla “forza” lukasiana (che si ispira, appunto, a lei), può riferirsi alla Energia natale (vedi sopra), all’energia alimentare o Rong, all’energia di difesa o Wei, alla “Essenza” (Jing - la parte più sottile) a tutte e tre, al “sangue" (xué) e altro ancora…
Sicuramente mi dimentico di qualcosa.
Considerate inoltre che la forma di pensiero sino-giapponese va per analogismo, sincretismo. Considera le cose come unite, perfettamente interagenti. Ogni volta che si “isola” si fanno premesse per errori e cattive interpretazioni. Lungo è il discorso.
Dagli esempi comprendete come è difficile fare una traduzione “a compitino”.
Tali considerazioni valgono anche per:
- Bu (武 - il “guerrieresco” e non solo);
- Dō (道 - La Via o …);
- Hei (兵 – ciò che attiene all’attività militare e di conflitto);
- Hō (法 – metodo, regola)
- Jutsu (術 - “arte” è la traduzione più ingannevole);
- Waza (技 - tecnica – ma non solo)
Le definizioni tra parentesi sono, appunto, “di comodo”
E ci sono altri (molti) ancora ideogrammi (tra cui Yō, In, Sei/Shō…).

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