Riflessioni sulla Storia e Cultura del Giappone

Il Principe Shōtoku: origine delle linee principali della Cultura giapponese?
C'è un documento fondamentale nella storia e cultura del Giappone: la “Costituzione in Diciassette Articoli”, compilata dal principe e reggente imperiale Shōtoku nel 604. Quest’opera è veramente fondamentale e voglio spendere alcune righe e riflessioni.
Il Principe Shotoku
Presentazione del principe Shōtoku
Il principe Umayado no Ōji (厩戸皇子) più conosciuto col nome di Shōtoku Taishi (聖徳太子) (574/621-622 dC) è una importantissima figura politica e intellettuale della storia giapponese. Era figlio dell’imperatore Yōmei (540/587) e nipote dell’imperatore Kinmei (509/571). Fu consigliere imperiale della zia imperatrice Suiko (554/628). Avrebbe potuto essere imperatore lui stesso ma preferì agire politicamente come reggente e, di fatto, gestore della nazione giapponese. Oltre che politico fu mecenate artistico e promotore della diffusione del Buddhismo in Giappone, oltre che scrittore di importanti testi buddhisti. La stesura della Costituzione in Diciassette articoli gli viene attribuita. La Costituzione (604) e tre commentari a Sutre (615 - documenti - preghiera buddisti) sono le prime opere letterarie giapponesi a noi pervenute, dato che sono posteriori i due testi Kojiki (641) e Nihon Shoki (720) mentre i Fudoki sono del 713.
Venerato dopo la morte come incarnazione del bodhisattvā della misericordia, Kannon, Shōtoku è anche considerato, se non l’ideatore, colui che ufficializzò il termine di “Nihon”, “là dove sorge il sole”, come nome del Giappone. A lui, tra le altre cose, viene attribuita l’importazione e la diffusione dell’uso delle bacchette dalla Cina.
Ci troviamo nel periodo storico definito Asuka (飛鳥時代Asuka jidai 538/710) che insieme al periodo Nara (710/794) sta tra il periodo Kofun (250/VI secolo), quello delle gigantesche tombe-serratura, e il periodo Heian (784/1184). E’ ancora il periodo delle capitali temporanee, che venivano spostate, per motivi rituali, dopo la morte di ogni imperatore.
La tomba di Shōtoku, chiamata Isonaga-ryo, si trova a Shinaga, all’interno del recinto del tempio Eifuku-ji nei dintorni di Ōsaka.
Se ora sono riuscito a farvi inquadrare un po’ la figura di Shōtoku, passiamo alla sua opera e all’importanza che ha nella storia culturale del Giappone.
Nella “Costituzione”, soprattutto, ma anche nei “Commentari ai Sutra”, Shōtoku traccia delle linee che perdureranno in modo stabile nella struttura culturale del paese, fino ai giorni nostri. Le stesse idee di Jigorō Kanō sensei del Jita Kyōei e del Sen Ryoku Zen’yō, che molti attribuiscono agli studi giovanili sul confucianesimo, all’influenza della filosofia di Spencer, del Darwinismo Sociale o dell’Energismo, possono essere lette in questi diciassette articoli vecchi di millecinquecento anni.
Ci sono tre line con cui Shōtoku assegna i ruoli che tre dottrine avranno nel proseguo del tempo:
- Il Confucianesimo innerva e regge le relazioni sociali e politiche, dalla corte imperiale alla struttura burocratica, alla vita in città e nelle campagne (moralità, rispetto, etica);
- Il Buddhismo è incaricato di dell’analisi della sensibilità interiore e delle motivazioni umane (“compassione” è la sua dote fondamentale, nella accezione buddhista di consapevolezza, saggezza, compartecipazione, empatia, desiderio del bene verso tutti e tutto);
- Lo Shintō è la scena, dove l’uomo agisce e i Kami interagiscono, essendo in tutte le cose.
Inoltre si delineano due altri aspetti espressi da Shōtoku:
- La consapevolezza della teoria/materia/scienza dello Yin-Yang (o InYō o Onmyō) e della dinamica delle Mutazioni e degli Elementi, che regolano la realtà (separata dal Taoismo vero e proprio, che incide relativamente nella cultura giapponese e, in genere, contenuto all’interno di ambiti confuciani e/o buddhisti);
- La propensione a scegliere e praticare le forme Mahāyama del Buddhismo e la forma del “risveglio immediato” che le stesse sostengono, vedi le linee Shingon, Tendai, Zen, Nichiren, Amidismo, pur tenendo conto della dottrina del Karma.
Il fatto è che i giapponesi assorbono culture e sapienze che vengono da fuori, ma le modificano secondo la loro sensibilità, accettando alcune cose, rifiutandone altre. Pur avendo una grande considerazione della cultura cinese, in diversi passi dei loro commentari gli autori giapponesi dicono: “ma noi giapponesi riteniamo sconveniente/limitato/disonorevole questo, per cui non lo attuiamo”. Questo vale, per fare un esempio a noi vicino, per alcuni temi dei “Sette Classici della Strategia” di cui, per altro, hanno una enorme stima.
Shōtoku può essere stato il formatore di questa linea culturale imperante come può, secondo me è così, essere stato interprete e redattore di quello che era il sentimento generale nazionale. Di fatto questa sua opera influenzò tutte le scuole di pensiero giapponese dopo di lui.
La sua “Costituzione” fu un documento nazionale vigente fino alla Costituzione Meiji del 1889.

La tomba di Shōtoku, chiamata Isonaga-ryo, a Shinaga, all’interno del recinto del tempio Eifuku-ji nei dintorni di Ōsaka.

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