La Tigre e il suo paradosso Considerate una grossa Tigre Reale del Bengala, due quintali-tre di felino, tre metri di lunghezza, un predatore carnivoro che può attaccare vittoriosamente, in solitaria, bufali, cinghiali, cervi, anche rinoceronti. Da ferma può saltare sei metri in lunghezza e diversi metri in altezza, magari con una preda tra le fauci. Una forte e precisa macchina bellica. Pensate ora di voler metterla in cattività, evitare che cacci fornendole abbondante cibo a intervalli regolari, abituatela alla cattività e al contatto non competitivo con altri animali, magari addestratela anche per ruoli circensi. Magari ancora toglietele o spuntategli gli artigli e le zanne. Certo, solo con la potenza del suo fisico, zampate, zompate addosso, scrolloni tra le mascelle, può fare male anche in modo definitivo ma… non è più quella che sarebbe stata in Natura. Perché e chi fa questo: ci sono persone che si convincono di “civilizzare” così l’esemplare, di fargli vivere una vita più “comod...